Saielli: rinasce il camping Adria (Riccione)

con piscine, laghetti e piste ciclabili

IL Camping Adria si prepara a sfoggiare una nuova veste con strutture più ricche di verde, piscine e impianti sportivi. Un investimento plurimilionario, che però preoccupa per la burocrazia. Ne parla la socia Monica Saielli, presidente nazionale di Assocamping Confesercenti.


È vero che avete deciso di comperare l' area? «Sì, in dicembre abbiamo acquistato il terreno dell' Adria che gestiamo da anni e che vogliamo rilanciare».
Ora siete pronti a partire con il nuovo progetto? «Nei mesi scorsi abbiamo iniziato a mettere a punto un programma che prevede l' avvio di un processo di rigenerazione urbana ed edilizia in linea col Masterplan.

 

Comporta la totale demolizione di bar, ristorante, negozi, servizi igienici e la ricostruzione di nuove strutture con gli stessi volumi, standard all' avanguardia e più attenzione per l' ambiente».


Come cambierà l' Adria? «Cambierà con strutture architettoniche 2.0 ecosostenibili, tanto verde per aree giochi e piazzole, poi piscine e laghetti, un parcheggio per auto e nuovi percorsi pedonali e ciclabili, punti d' incontro e infrastrutture ludiche e sportive, aperte a tutti. Servizi che favoriscono lo scambio di culture ed esperienze, offrono divertimento, sport, gioco e arte.

 

Questo in sinergia con bagnini, albergatori e commercianti, che potranno promuovere progetti comuni» Che tempi si prevedono? «Dipende dalla nuova giunta che potrà confermare o meno il percorso iniziato».


Un notevole sforzo imprenditoriale? «Si, davvero grande. Io e altri cinque amici tra i 40 e 50 anni, da sempre attivi nell' accoglienza turistica, ereditata dai genitori, ci stiamo impegnando al massimo sul piano economico e professionale».


Visto quanto accade nel vicino camping, siete preoccupati? «Si. Per complesse vicende, come la non definizione dell' iter amministrativo dei condoni edilizi, legate alla precedente proprietà Ceschina, i nostri campeggi, da trenta anni sono rimasti immutati, ma noi abbiamo continuato ad accogliere una marea di turisti, fino al cambio di proprietà. Il meccanismo burocratico che si è venuto a creare rischia di pregiudicare gravemente le strutture. Questo scoraggia e distrugge ogni investimento con conseguenze economiche negative sull' intera comunità».


Che fare? «Servono soluzioni condivise e collaborazione tra tutti gli attori coinvolti: imprenditori proprietari dei terreni, Comune, Soprintendenza e altre autorità. Attendiamo con ansia il nuovo sindaco per confrontarci e riprendere il discorso interrotto».

 

stralcio da Il Resto del Carlino