Estensione tax credit ristrutturazioni anche a campeggi e villaggi turistici

Resoconto della trattazione in commissone X della Camera dell'estensione tax credit ristrutturazioni anche a campeggi e villaggi turistic, una delle priorità di Assocamping

 

Commissione X attività produttive

·         Nella seduta del 22 marzo sono state svolte le interrogazioni a risposta in Commissione annunciate in aula nella giornata di lunedì 21 marzo. Per decisione del Presidente Epifani le risposte alle interrogazioni n. 5-08196 (Galgano ed altri) e n. 5-08198 (Allasia) sono state svolte congiuntamente.

 

5-08196 Galgano: Estensione del credito d'imposta a favore delle imprese operanti nel turismo all'aria aperta.
5-08198 Allasia: Stabilizzazione delle misure per la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica delle strutture alberghiere.

 

La risposta a queste due interrogazioni è stata fornita dalla Sottosegretaria Dorina Bianchi.

 

TESTO DELLA RISPOSTA CONGIUNTA

  Mi riferisco all'interrogazione parlamentare con cui gli On.li Galgano, Vezzali e Bombassei di Scelta Civica e l'On.le Allasia della Lega Nord chiedono se il Ministro non ritenga opportuno estendere il credito d'imposta previsto dall'articolo 10 del decreto legge 83 del 2014 per le imprese alberghiere alle imprese operanti all'aria aperta.

 

 L'articolo 10, comma 1 del Decreto legge 31 maggio 2014, n. 83 prescrive che «alle imprese alberghiere esistenti alla data 1 gennaio 2012 è riconosciuto un credito d'imposta», rinviando, per l'individuazione delle tipologie delle strutture alberghiere ammesse, a un successivo decreto ministeriale, adottato il 7 maggio 2015 dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero delle infrastrutture e trasporti. 

 

  In quanto già definito dalla norma primaria, appare pertanto chiaro lo spirito, oltre che la lettera, della disposizione volta a concedere il beneficio, in presenza di interventi di riqualificazione, al soggetto che svolge specificatamente l'attività alberghiera in forma di impresa e non una qualsiasi attività ricettiva.


  In tal senso, discriminante operativo per il riconoscimento in fase di verifica del requisito soggettivo dell'impresa è l'appartenenza della medesima impresa alla categoria di impresa alberghiera, ovvero alla categoria 55.10 Alberghi e strutture simili della classificazione delle attività economiche ATECO 2007.


  Stando alle 3168 domande pervenute a febbraio di quest'anno per il riconoscimento delle spese sostenute dalla imprese alberghiere durante l'anno finanziario 2015, sono stati chiesti per gli interventi di ristrutturazione euro 60.971.646,55 su euro 45.000.000,00 disponibili e euro 29.553.466,66 su euro 5.000.000,00 disponibili per l'acquisto del solo mobilio.


  Complessivamente il credito di imposta richiesto (ristrutturazione + mobilio) è stato di euro 90.525.113,21 su euro 50.00.000,00 stanziati.
  È chiaramente deducibile che le domande delle sole imprese alberghiere hanno superato di ben 40.000.000,00 di euro la disponibilità economica che il Governo ha stanziato per il riconoscimento del credito per le spese sostenute per i lavori di riqualificazione delle strutture alberghiere.


  Stando al dettato del medesimo articolo 10, comma 4, lettera c), le procedure per l'ammissione al beneficio deve avvenire secondo l'ordine cronologico di presentazione delle relative domande. Il Ministero ha pertanto utilizzato a tal fine una procedura telematica attraverso il Portale dei procedimenti presente nella propria piattaforma informatica.


  L'impresa, una volta accreditatasi al Portale dei procedimenti, ha immesso la propria partita I.V.A o il proprio Codice fiscale e il Ministero ha verificato in tempo reale l'ammissibilità dell'istanza in base ai Pag. 78requisiti soggettivi dell'impresa, ricevuti attraverso il web service instaurato con InfoCamere.


  La legalità dell'attestazione rilasciata da terzo, sull'effettività delle spese sostenute dall'impresa, è stata verificata dal Mibact tramite corrispondenza tra firma digitale del professionista e le banche dati ricevute dagli Ordini professionali o dalle Istituzioni preposte alla loro conservazione.

 


  Grazie a tale procedura di verifica, in parte contestuale all'istanza, in parte immediatamente successiva con confronto di dati informatici, è stato possibile pubblicare a dicembre 2015, ovvero entro i 60 giorni prescritti dai decreto ministeriale 7 maggio 2015, l'elenco delle imprese ammesse al riconoscimento del credito d'imposta, per le spese sostenute nell'anno finanziario 2014.


  L'importanza di aver scelto il sistema telematico (piuttosto che la posta elettronica certificata) per la compilazione e l'invio delle domande è dimostrata dalla capacità ricettiva del Portale dei procedimenti del Ministero, che nei primi 5 minuti dall'apertura del Click day ha acquisito circa il 90 per cento delle domande compilate dai contribuenti.


  Considerato il grande successo che ha avuto l'applicazione del beneficio fiscale riconosciuto ex articolo 10 decreto-legge 83/2014 e avuto riguardo alla capacità organizzativa del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo in fase di acquisizione delle relative domande, pur non rientrando nella prerogative di questo Dicastero procedere alla valutazione di estendere l'agevolazione de quo alla restanti imprese ricettive, né quella di rendere stabile normativamente l'applicazione del suddetto beneficio, si ritiene di poter auspicare, per le premesse di cui sopra e considerata l'importanza delle imprese turistiche all'aria aperta per numero di presenze, soggiorno medio superiore alle altre tipologie di imprese ricettive e alto tasso di fidelizzazione degli ospiti, che le eventuali nuove misure di agevolazione fiscale degli investimenti di riqualificazione turistica possano essere estesi a tutte le imprese turistiche, come è avvenuto per il tax credit digitalizzazione, ricomprendendo quindi i campeggi ed i villaggi turistici.

 

L’On. Maria Valentina VEZZALI (SCpI), replicando, si dichiara soddisfatta della risposta. Ritiene dovrebbero essere compiuti maggiori sforzi a favore del turismo sostenibile di cui le strutture open air rappresentano parte significativa. Sottolinea che la diversificazione dell'offerta è base dell'attrattività dell'industria turistica della quale fanno parte 2.510 aziende che operano nel settore del turismo open air.

L’On. Stefano ALLASIA (LNA), replicando, si dichiara insoddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo e ribadisce l'importanza di stabilizzare le agevolazioni fiscali relative alla ristrutturazione edilizia e alla riqualificazione energetica delle strutture alberghiere al fine di accrescere la competitività del settore e di migliorare la qualità dell'offerta ricettiva.